martedì 4 marzo 2014

Gravity

Gravity
di Alfonso Cuaròn, 2013


Del film se n'è parlato tanto in questi giorni, grazie anche ai millemila oscar.
A me è piaciuto?
Sì. Ma non esageratamente.
La prima parte del film fa pensare al toy-movie, definizione inventata sul momento da me medesimo che va ad indicare quei film in cui il regista ti sbatte in faccia le possibilità di una tecnica cinematografica. Nel caso in questione ci sono così tante scene fatte per lasciare a bocca aperta il pubblico in sala che ha preso gli occhialetti 3d da infastidire quelli che come me non vanno matte per i colori smorti o per affaticare una vista già compromessa.
Ho detto "prima parte" apposta, perché saggiamente ad un certo punto smette con l'effetto "cinema dinamico" di Gardaland e pensa più seriamente a seguire un'ottima sceneggiatura.
Certo, George Clooney astronauta non convince nemmeno un secondo, carino il personaggio ed i dialoghi ma funziona meglio nella parte del belloccio idiota che fa nei film dei fratelli Coen (sì, sto pensando a quel capolavoro di "O brother, where art thou?". Penso sempre a quel capolavoro di "O brother, where art thou?" e mi piace ricordarlo).
Il metaforone da film impegnato c'è? sì, e te lo sbattono in faccia talmente violentemente che devi essere un'insensibile per non esserne offeso. (per capirci, secondo me potrebbe benissimo aver vinto il premio "tree of life" dei 400calci)
Gli effetti speciali? Disturba un po' il jetpack, ma tutto il resto lascia a bocca aperta.
È realistico? Relativamente. Come ha spiegato Garrett Reisman a Forbes (che a differenza mia riesce a fare più di un giro di fila al Blu Tornado a Gardaland. Poi per il resto siamo lì lì, eh!) le "passeggiate" nello spazio sono verosimili, così come lo è il rischio dovuto ai detriti nello spazio o le valvole girate da Sandra Bullock nella Soyuz. Ci sono ovviamente degli errori giganteschi relativi alle leggi della fisica, ma anche chissene. L'importante è che il film funzioni e lo fa.
Trivia/gossip: originalmente i protagonisti dovevano essere Robert Downey Jr ed Angelina Jolie.
Curiosità sulla versione bluray: all'interno c'è un corto che rappresenta una scena del film da un punto di vista estremamente diverso. IMHO un contenuto evitabilissimo, che distrugge la credibilità della scena e quindi ne indebolisce il legame che si ha con la protagonista.
Di buono però c'è un minidocumentario di mezz'ora che spiega in maniera molto semplice cos'è la sindrome di Kessler, ovvero uno scenario ipotizzato nel quale detriti in orbita bassa intorno alla terra vengono spesso in collisione creando un effetto domino (un rifiuto colpisce un altro rifiuto e si sfracellano, questi pezzi vagano e colpiscono altri rifiuti che si sfracelleranno etc...)

Da vedere?
Sì. Il film non è male e 90 minuti in fondo non sono tanti per un buon film.

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