lunedì 3 marzo 2014

La vita ai tempi di Spotify



C'era una volta un mondo fatato, ogni weekend c'era l'imbarazzo della scelta dei locali dove potevi sentire musica dal vivo. Non tutta buona -nemmeno i locali lo erano- ma ovunque si andava si trovava gente pronta ad ascoltare i tre ragazzi un poco stonati e a far festa.
Ci si trovava pure i pomeriggi, a casa di qualcuno con un po' di birrette e si portavano cd o cassette, alcuni presi da fratelli o genitori, altri presi con una colletta da negozi di paese ed altri ancora presi ai concerti la sera o settimana prima.

Non sto a raccontare -per ora- come l'avanzare della tecnologia abbia mutato le cose, le abitudini; come si sia perso il gusto di aprire un cd nuovo preso ad un concerto, come la gente sia sempre meno etc.,  né starò qui a collegare questa cosa con il mondo del cinema, del fumetto o di qualsiasi altro media; la cosa importante è tentare di non perdere il gusto delle cose.

Questa è l'ambizione, nonostante la quantità di materiale a cui chiunque accede quotidianamente, nonostante i mille stimoli voglio tentare di incidere nero su bianco le mie reazioni, in modo che vada perso il meno possibile.

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